Sergei Polunin: il futuro è nelle nostre mani

Sergei Polunin è diventato papà. Il ballerino ucraino, ex più giovane principal del Royal Ballet, ha avuto un figlio, Mir, dalla pattinatrice russa Elena Ilinykh.

Abbiamo parlato con lui del suo nuovo approccio alla vita, in una contingenza drammatica per il mondo intero. Leggi l’intervista esclusiva pubblicata sul Corriere della Sera/ Spettacoli  il 29 marzo 2020 https://www.corriere.it/spettacoli/20_marzo_28/polunin-basta-scandali-98cb7ba0-710e-11ea-a7a2-3889c819a91b.shtml  

 

 Accanto, il post pubblicato dalla star ucraina il 29 marzo 2020 sul suo profilo Instagram in sostegno dell’Italia.

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La danza al tempo del coronavirus. Una riflessione: Roberto Zappalà

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la riflessione del coreografo Roberto Zappalà.

“Un sistema ancora troppo disarmonico”

Ai cari colleghi coreografi e artisti, ai programmatori o più in generale agli operatori del settore, ma anche a chi segue la danza solo per passione, in questo momento così difficile, sento necessario il bisogno di comunicare con tutti voi per iniziare, quantomeno nelle intenzioni, un dialogo volto ad una collaborazione che possa mettere al centro l’armonia del sistema.

Con assoluta umiltà ho provato spesso ad osservare il nostro mondo/danza con distacco e mi è sempre apparso soprattutto come un luogo del commercio dove la “gente” confluisce ma rimane solo consumatrice e “consumata” e quindi autoreferenziale. Quando dico gente non intendo il pubblico ma il “sistema” che in mancanza di comunicazione tra le parti ha definito dei percorsi spesso legati a logiche troppo egoistiche. Credo così indispensabile, specie in questo momento storico, riflettere e trovare insieme delle soluzioni che possano andare a vantaggio di tutti. La riflessione che io propongo di approfondire è innanzitutto legata all’etica e al comportamento di ognuno di noi. Ciò che credo manchi è quell’armonia che dovremmo cercare di costruire attraverso lo sviluppo di un centro, di una direzione e quindi di una prospettiva. Alcuni importanti filosofi, ma anch’io nel mio piccolo, sostengono che l’armonia è parte integrante della natura che ha le sue origini nella vita, vita che non esisterebbe  senza che tutti gli elementi che la compongono si fossero armonizzati nel tempo. Così come esiste l’armonia esiste anche il suo opposto ed è di questo che il nostro settore si è nutrito in questi ultimi decenni, nutrimento che ha portato spesso ad una parziale rottura del sistema stesso.

Dobbiamo fare di tutto per non permettere che la disarmonia continui nel nostro mondo dorato, dorato perché per lo più è composto dalla bellezza che è parte della dinamica dell’armonia. Gli artisti hanno la sensibilità e credo anche il dovere per far sì che tutto ciò non continui, e hanno tutte le carte in regola per essere attivi e contribuire con forza  a una più sana rinascita.

Più volte si sente dire dai media mondiali che solo insieme si potrà uscire più velocemente da questa situazione ed io aggiungerei in modo più indolore possibile. Tutto ciò andrebbe applicato anche al nostro settore e per poterlo applicare credo sia auspicabile abbandonare tutti gli egoismi, gli atteggiamenti egocentrici, il provincialismo e molto spesso anche l’esterofilia, che tengo a sottolineare per evitare ogni possibile equivoco, per me non vuol dire “Italia first” ma una più intelligente programmazione anche a fronte di un momento di difficoltà che sia chi produce che chi ospita sta subendo. L’armonia di sistema potrebbe essere una delle condizioni idonee per un aiuto reciproco che senza troppe complicazioni ma solo con un po di volontà possiamo mettere in campo. E’ ovvio che tutto ciò si deve svolgere nell’assoluta discrezionalità delle scelte, scelte che però dovranno tener conto di ciò che ho precedentemente sottolineato.

Non ho ovviamente delle soluzioni ma vorrei porre l’attenzione verso l’”incontro”, l’auspicio potrebbe essere che il Ministero, appena possibile, creasse  un tavolo di confronto tra i responsabili del settore produttivo (compagnie) e quello dell’ospitalità (festival, circuiti, rassegne, stagioni) affinché ci si possa  focalizzare verso una direzione di intenti comune. Credo che il Ministero debba e possa avere un ruolo determinante affinché ciò avvenga.

Noi in quanto centro nazionale di produzione della danza – e non essendomi confrontato con i direttori degli altri centri parlo solo per noi – essendo coinvolti nei due ambiti quello produttivo e quello dell’ospitalità siamo particolarmente sensibili e doppiamente preoccupati, saremo quindi ben disponibili a qualsiasi colloquio per costruire un nuovo modo di pensare le nostre attività sempre più attente alla collaborazione.

Ricominciare non sarà facile ma questa potrebbe essere l’occasione per riscrivere nuovi criteri e ricominciare a crescere tutti insieme.

Roberto Zappalà        Catania, 29 marzo 2020

Sopra, un ritratto del coreografo e un momento delle sue “Invenzioni a tre voci”

 

Bolle e l’ipercorpo

Il corpo del ballerino e la sfida del tempo. Roberto Bolle partecipa all’apertura de “Il Tempo delle donne” del Corriere della Sera, duettando con Nicoletta Manni in “Caravaggio” di Mauro Bigonzetti alla Triennale di Milano.

BOLÉRO
Musica Maurice Ravel
Direttore David Coleman
Coreografia Maurice Béjart
Supervisione coreografica Gil Roman
Ripresa da Keisuke Nasuno
Luci riprese da Marco Filibeck
Étoile Roberto Bolle
Marco Agostino, Edoardo Caporaletti, Christian Fagetti, Nicola Del Freo e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Produzione Teatro alla Scala

Ne abbiamo scritto nell’articolo “Roberto Bolle: il training, la dieta, il sorriso a oltranza. Così proietto il mio corpo nel tempo”, pubblicato sullo Speciale “Corpi. Il Tempo delle donne”, allegato al Corriere della Sera del 13 settembre 2019. https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/19_settembre_12/roberto-bolle-il-training-dieta-sorriso-cosi-proietto-mio-corpo-tempo-d87fb1e0-d536-11e9-8969-5b23f308f7f4.shtml    

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Da quando Pina non c’è più

Al decennale della morte di Pina Bausch, il festival Armonie d’Arte di Catanzaro dedica una settimana di spettacoli, workshop, incontri, mostre dal 9 al 15 settembre, ospitando in esclusiva italiana “Since She”, la creazione che il coreografo greco Dimitris Papaioannou ha firmato per il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.   Un ritratto di Pina Bausch

Sotto, due momenti dello spettacolo “Since She”, foto J. Mommert

Abbiamo intervistato Dimitris Papaioannou e Bettina Wagner -Bergelt, attuale direttrice artistica del Tanztheater Wuppertal, nell’articolo “Danziamo ancora una volta per Pina” pubblicato dalla Lettura/Corriere della Sera in edicola da domenica 8 settembre 2019.

 Sopra, un ritratto di Papaioannou (foto Mommert), sotto, Bettina Wagner-Bergelt.

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Il Brasile, tra furia, istinto e hip hop

Due volti del Brasile a confronto. Il festival Romaeuropa ospita i coreografi Lia Rodrigues e Bruno Beltrao incrociando i loro sguardi sul mondo carioca negli spettacoli “Furia” e “Inoah”, creati rispettivamente dai due autori e attesi a Roma in settembre.

 A fianco, due immagini di “Furia” di Lia Rodrigues                                   

 Di lato, due momenti di “Inoah” di Bruno Beltrao.

Bruno Beltrao:
New Creation_Theaterderwelt_03.06.2017
© Kerstin Behrendt

Abbiamo raccontato i percorsi artistici, tra impegno civile e ricerca, dei due coreografi nell’articolo in doppia pagina “Furia e hip hop. La danza ribelle del Brasile”, pubblicato sulla Lettura/Corriere della Sera, in edicola da domenica 25 agosto 2019.

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Akram Khan, addio alle armi

Il coreografo e danzatore britannico d’origine bengalese Akram Khan lascia le scene nell’ultimo spettacolo che chiude la serie di suoi assoli a serata intera: Xenos, dedicato al centenario della Prima guerra mondiale, è atteso in settembre a Romeauropa e a Torinodanza.

Con Xenos, Khan ha vinto il prestigioso Laurence Olivier Award 2019 per l’eccellenza nella danza.

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Ne abbiamo scritto in doppia pagina nell’intervista all’autore “Non è la guerra. E’ la fine del mondo” pubblicata dalla Lettura/Corriere della Sera il 18 agosto 2019.

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Polunin, amore & polemiche

Fioccano le polemiche che accompagnano la carriera del più controverso ballerino di oggi, Sergei Polunin.

Nell’intervista “Polunin, e i post omofobi e machisti: Credo nell’amore sono stato frainteso”, pubblicata sul Corriere della sera/ Spettacoli il 15 giugno 2019, ci ha raccontato il suo sguardo sull’amore, ribattendo alle accuse di omofobia e razzismo e svelando la sua ultima passione, in attesa del debutto del nuovissimo “Romeo and Juliet” di Johan Kobborg sulla partitura di Prokofiev, la cui prima mondiale andrà in scena all’Arena di Verona il 26 agosto.

https://www.corriere.it/spettacoli/19_giugno_15/versionedi-polunin-6e41c274-8f94-11e9-88d7-b66be71f5fe3.shtml 

 

 Sergei Polunin e Alina Cojocaru in “Romeo & Juliet”

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Napoli-Pechino: sulle orme (piccole) di Cenerentola

Il Balletto del San Carlo di Napoli presenterà a Pechino la nuova versione di “Cenerentola” firmata dal direttore della compagnia Giuseppe Picone sulla partitura di Sergej Prokofiev.

 Due momenti dello spettacolo nelle foto di Francesco Squeglia.

Lo spettacolo sarà in scena dal 6 all’8 luglio nel nuovissimo Centro Nazionale per le Performing Arts di Pechino.

Ne abbiamo scritto diffusamente nell’articolo “La Cenerentola lascia Napoli e torna dov’è nata (in Cina)”, pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino al 7 luglio 2018.

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Dada Masilo: così si vendica Giselle

Ci siamo occupati di nuovo della coreografa sudafricana Dada Masilo, autrice di riletture dei classici graffianti e tribali. Come la sua “Giselle”, in arrivo a Ravello Festival il 13 luglio.

Ne abbiamo scritto nell’articolo La Giselle di Dada Masilo tra mito e afrosamba: “E’ una donna nuda e sola e non perdona il traditore”, pubblicato su Corriere/Eventi il 27 giugno 2018.

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Da Venezia, una Biennale Danza di confine

Abbiamo recensito gli spettacoli presentati a Venezia dalla Biennale Danza diretta dalla coreografa del Québec Marie Chouinard nel primo weekend in programma.

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Vedi l’articolo pubblicato sul Corriere/Spettacoli il 26 giugno 2018.

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