Il balletto junior danza per i bambini di Haiti

Un triangolo di solidarietà tra Milano, San Pietroburgo e New York per sostenere i bambini di Haiti. La danza junior si mobilita nel gala internazionale a favore della Fondazione Francesca Rava-N.P.H.Italia Onlus, in scena alla Scala il 3 maggio.

  Nella foto sopra, coppie della Scuola di Ballo della Scala, dell’Accademia Vaganova, della J.K.Onassis School of ABT. Sotto, il pas de deux del Cigno Nero della Vaganova

Per la prima volta danzeranno insieme sul palcoscenico del Piermarini la Scuola della Scala e due coppie in rappresentanza dell’Accademia Vaganova di San Pietroburgo diretta da Nikolai Tsiskaridze e della Jacqueline Kennedy Onassis School of American Ballet Theatre guidata da Cynthia Harvey.

Sopra, la Scuola di Ballo della Scala in “Cenerentola”(foto Alessia Santambrogio), sotto la School of ABT in “Paquita” (foto Rosalia O’Connor)

La raccolta fondi per l’Ospedale Saint Damien di Haiti della Fondazione Rava proseguirà  (tel.02.541122917).  

Leggi Astri nascenti della danza per Haiti. Il Gala con ospiti russi e americani sul Corriere di oggi http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_01/astri-nascenti-danza-haiti-gala-ospiti-russi-americani-b7825c96-2e34-11e7-8176-4e0249fd95d5.shtm

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Bolshoi Babilonia

Era il 17 gennaio 2013 quando Sergei Filin, l’allora direttore del Balletto del Bolshoi, fu sfregiato con l’acido in un attacco il cui mandante era il ballerino della compagnia Pavel Dmitrichenko, poi condannato a sei anni di reclusione.

Intorno a quell’attentato che sconvolse l’opinione pubblica mondiale ruota il documentario “Bolshoi Babylon“, in arrivo per la prima volta nei cinema italiani il 2 e 3 maggio dopo essere stato presentato, sul piccolo e grande schermo, in una ventina di Paesi, Russia compresa.

. la locandina del film “Bolshoi Babylon”

Diretto da Nick Read, co-diretto e prodotto da Mark Franchetti, il film entra nel tempio moscovita, svelando l’atmosfera del backstage dopo lo scandalo.

Abbiamo intervistato Franchetti, corrispondente da Mosca del Sunday Times, nel servizio I cigni del Bolshoi sono nerissimi pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino 29 aprile.

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Un Bolle da Sinfonia

Roberto Bolle torna in scena alla Scala di Milano per quattro recite dal 19 aprile all’11 maggio nella celebre Symphony in C che George Balanchine creò per il Ballet de l’Opéra de Paris nel 1947 con il titolo di Le Palais de Cristal. E’ infatti un cristallino miracolo d’architettura coreografica questo capolavoro sulla Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet.

Roberto Bolle – Royal Opera House, London 2014 – photo Luciano Romano

Il titolo, eseguito alla Scala nel 1955, 1960 e 1987, viene ora affrontato per la prima volta dall’étoile, in coppia con Nicoletta Manni, nel trittico La Valse/Symphony in C/Shéhérazade (in replica al Piermarini fino al 13 maggio) che prevede i debutti assoluti di La Valse, coreografata dai tre ballerini scaligeri Stefania Ballone, Matteo Gavazzi, Marco Messina, e di Shéhérazade firmata dal cosentino Eugenio Scigliano.

Leggi Una rarità per Bolle sul Corriere del 18 aprile http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_18/symphony-c-balanchine-rarita-roberto-bolle-ae3ae332-239a-11e7-9fca-ec0025fa502c.shtml

Trovi altri articoli e spunti su Bolle nelle sezioni Community, Uomini, Gender, Libri/Books.

 

Nureyev forever

Il mito è più vivo che mai. Nel 2018 ricorrerà il doppio anniversario – 80 anni della nascita e 25 della scomparsa – di Rudolf Nureyev (17 marzo 1938 – 6 gennaio 1993) e il mondo si prepara a celebrare, al cinema e a teatro, il ballerino russo e la sua leggenda.

Il ritratto di Nureyev scelto dal Bolshoi per annunciare la creazione a lui dedicata.

Sono in lavorazione due biopic sulla vita del Tartaro Volante e un balletto al Bolshoi, mentre è da poco uscito il docufilm  “Rudolf Nureyev -Dance to Freedom” con la regia di Richard Curson Smith,  trasmesso dal canale Bbc2 e interpretato dall’étoile del Bolshoi Artem Ovcharenko, nel ruolo da protagonista.

La locandina del docufilm “Nureyev-Dance to Freedom”

Ne parliamo diffusamente nell’articolo La danza dei film intorno a Nureyev pubblicato sulla Lettura/Corriere della Sera in edicola da oggi 16 aprile 2017 fino a sabato 22.

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Buona Pasqua a tutti.

Ballando con Davide Dato

Viso dolcissimo, occhi malandrini, corpo muscoloso. Miscela esplosiva se tradotta in danza.  Ha tutte le carte in regola il biellese Davide Dato, 26 anni, dal maggio 2016 étoile del Wiener Staatsballett diretto da Manuel Legris.

Dopo aver interpretato una lunga serie di ruoli importanti al Balletto dell’Opera di Vienna, stasera sarà ospite della popolarissima trasmissione di Milly Carlucci “Ballando con le stelle” su Rai 1, alle 20.35.

Leggi Davide Dato: “scartato dalla Scala, ora sono étoile a Vienna” su Corriere/Spettacoli del 15 aprile 2017. http://www.corriere.it/spettacoli/17_aprile_15/davide-dato-scartato-scala-ora-sono-etoile-vienna-cac6dc6e-2141-11e7-80c8-c640cceeac84.shtml

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Virgilio Sieni e la danza partecipata

Sarà dedicato a Como e alla sua tradizione serica radicata nel Quattrocento il prossimo progetto di danza partecipata ideato da Virgilio Sieni. Il coreografo fiorentino creerà il ciclo di azioni coreografiche Canti della seta. La città in movimento che, al termine di un percorso di laboratori per danzatori non professionisti dai sedici anni in su (non è richiesta alcuna preparazione tecnica), culminerà in uno spettacolo in programma il 7 luglio all’Arena del Sociale di Como per il Festival Città della Musica.

Nella foto sopra, un momento del progetto triennale per la città di Livorno Cantieri del gesto (foto Sieni). Sotto, un ritratto del coreografo.

Sieni ci parla in anteprima del nuovo progetto e della sua idea di danza partecipata nell’intervista pubblicata su La Lettura/Corriere della Sera dal titolo Il baco di Ludovico farà danzare Como in edicola da oggi fino a sabato 15.

 

Trovi altri articoli sul tema nella sezione Autori e Habitat.

De Keersmaeker ricorda Trisha Brown. E rende omaggio a Coltrane

“E’ stata una delle maggiori coreografe del nostro tempo, se non la più grande. Ha rivoluzionato il modo di pensare la danza e la sua pratica. E ha influenzato tutti noi”. Così la coreografa fiamminga Anne Teresa De Keersmaeker, Leone d’Oro alla Biennale Danza di Venezia nel 2015, ricorda l’americana Trisha Brown, scomparsa a 80 anni, dopo lunga malattia, il 18 marzo scorso.

 Anne Teresa De Keersmaeker ritratta da Anne Van Aerschot

 Trisha Brown  (1936-2017) foto Lois Greenfield

De Keersmaeker, che ha da poco debuttato all’Opéra Garnier di Parigi come regista-coreografa del Così fan tutte di Mozart (è la sua quarta incursione nella lirica dopo Il Castello di Barbablù di Bartok, I due Foscari di Verdi e Hanjo di Toshio Hosokawa), inaugura la prossima edizione di Fabbrica Europa a Firenze, il 4 e 5 maggio alla Stazione Leopolda, con A Love Supreme firmato insieme allo spagnolo Salva Sanchis, sull’omonimo capolavoro jazz di John Coltrane.

Ne parliamo diffusamente nell’intervista Basta avere un corpo e la danza comincia pubblicata su La Lettura/Corriere della Sera, in edicola fino a sabato 1 aprile.

 

Trovi altri articoli sul tema nelle sezioni Autori e Memo.

Eleonora Abbagnato. Una casa da étoile

Il 31 marzo Eleonora Abbagnato, étoile del Ballet de l’Opéra de Paris e direttrice, da due anni, del Balletto dell’Opera di Roma, tornerà in scena nella capitale italiana per danzare Annonciation di Angelin Preljocaj al Teatro Costanzi nelle serate-trittico Robbins/Preljocaj/Ekman in locandina fino all’8 aprile.

 

 Eleonora Abbagnato in Annonciation di Preljocaj, foto Jean-Charles Verchère.

 

L’étoile parigina interpreterà il ruolo dell’Angelo nel celebre lavoro creato dal coreografo franco-albanese nel 1995 sul Magnificat di Antonio Vivaldi e su Crystal Music di Stéphane Roy. Completano il programma The Concert (1956) di Robbins e Cacti (2010) dello svedese Alexander Ekman.

Abbagnato che, da stasera sarà “giudice” in tv nel talent “Amici“, ci ha aperto per la prima volta le porte della sua casa parigina con vista sull’Arc de Triomphe e sulla Place de l’Etoile.

Vedi il servizio sul Corriere della Sera di oggi, sabato 25 marzo,  Gli angeli sopra Parigi. Abbagnato e la casa con il colore dei cherubini

 

Trovi altri articoli sul tema nelle sezioni Habitat e Donne.

 

Il balletto seduce l’alta moda

E’ lunga la lista dei grandi stilisti attratti dalla musa Tersicore, a partire dal compianto Gianni Versace che strinse con Maurice Béjart un lungo sodalizio creativo. Anche Valentino è rimasto irretito dal fascino della danza: per il New York City Ballet aveva griffato 25 splendidi costumi in occasione del gala inaugurale della stagione al Lincoln Center, dove la compagnia è residente, nell’autunno 2012.

 

A  sinistra, i costumi di Valentino per il NYCB, foto Paul Kolnick. A destra lo stilista con Tiler Peck e il marito Robert Fairchild

L’impalpabile galleria di tulle, chiffon, organze e sete definiti dallo stilista “i miei soufflé” impreziosivano una programma in cui figuravano due creazioni, una di Christopher Wheeldon, l’altra di Peter Martins su musica di Ciaikovskij, compositore preferito da Valentino.

I costumi del passo a due di This Bitter Earth di Wheeldon sono stati indossati dai principal del New York City Ballet Tiler Peck e Amar Ramasar, all’Auditorium Conciliazione di Roma il 18 e 19 marzo, nel galà Les Etoiles diretto da Daniele Cipriani. Ad applaudire i ballerini, lo stesso Valentino, seduto in platea la sera della prima.

Tiler Peck e Amar Ramasar indossano costumi griffati Valentino, foto di Mimi Ritzen Crawford.

 

Trovi altri articoli sull’argomento nella sezione Moda.

Il soffitto di cristallo della coreografia al femminile

Se c’è un soffitto di cristallo da infrangere nella coreografia per le maggiori compagnie di balletto del mondo, c’è chi è riusciuto nell’impresa. La canadese Crystal Pite, 46 anni, ex danzatrice di William Forsythe al Frankfurt Ballett, è la prima donna cui il Royal Ballet abbia commissionato una creazione per il “main stage” londinese negli ultimi 18 anni. Il lavoro dal titolo Flight pattern debutterà in prima mondiale dal 16 al 24 marzo alla Royal Opera House in un trittico che prevede The Human Seasons di David Dawson e After the Rain di Christopher Wheeldon.

                     

Sopra, Crystal Pite nel ritratto di Michael Slobodian e in prova con il Royal Ballet, foto Fonteyn

Pite è nota per lavori di grande intensità emotiva come Betroffenheit, in scena al Sadlers’ Wells di Londra il 12 e 13 aprile, per i quali ha vinto nel 2015 il prestigioso Laurence Olivier Award per “Outstanding Achievement in Dance”.

 Una scena di Betroffenheit, foto di Michael Slobodian.

Come mai, dunque, questo vuoto di coreografe ingaggiate dai maggiori teatri al mondo? C’è una crisi nella creatività femminile? O, forse, uno strisciante pregiudizio artistico mina l’impatto delle autrici sul mercato?

Ne abbiamo parlato con Crystal Pite nell’intervista pubblicata sulla Lettura/Corriere della Sera il 12 marzo 2017 in edicola fino a sabato 18 marzo. 

Vedi altri articoli sul tema nelle sezioni Autori e Donne.