Simone Forti: l’etologia del gesto è un’opera d’arte

Da oggi a sabato 23 il Museo del Novecento di Milano ospita, nella Sala Fontana, To Play the Flute, ciclo di quattro storiche performance anni ’60 di Simone Forti, prima dei cinque artisti in arrivo a Milano su iniziativa della Fondazione Furla.

 

 “Huddle” di Simone Forti  presentato ieri al Museo del Novecento di Milano, foto V. Crippa; sotto la stessa performance eseguita per le strade di Bienne, Svizzera

Nata a Firenze nel ’35, l’artista, coreografa e scrittrice italoamericana ha presentato le proprie performance al Louvre di Parigi, al MoMa di New York e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Le Furla Series proseguiranno fino ad aprile 2018 con quattro focus su Alexandra Bachzetsis, Adelita Husni-Bey, Christian Marclay e Paulina Olowska.

 Simone Forti nel suo “Sleepwalkers” nato dall’osservazione della vita in gabbia degli animali nello zoo di Roma.

Abbiamo intervistato l’artista-coreografa  nell’articolo “Prendete l’orso per esempio. Simone Forti ci mette in moto”, pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera il 10 settembre 2017.

Altri dettagli sul debutto a Milano delle storiche performance nell’articolo “A passo di danza al Museo del ‘900” pubblicato oggi, 21 settembre, sul Corriere/Milano.

GLI ARTICOLI DEL CORRIERE DELLA SERA SONO CONSULTABILI SU  http://archivio.corriere.it/Archivio/interface/landing.html

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Luigi Crispino entra all’American Ballet Theatre

Un napoletano a New York. Da ieri il 20enne Luigi Crispino è entrato a far parte dell’American Ballet Theatre: dopo tre mesi di apprendistato, in novembre è previsto il suo inserimento definitivo nella celebre compagnia newyorkese.

 Luigi Crispino in una foto di Luigi Bilancio

Originario di Fratta Maggiore, in provincia di Napoli, Crispino ha frequentato dal primo anno di corso la Scuola del San Carlo, dove si è diplomato sotto la direzione di Anna Razzi. Dopo un periodo di studio all’Accademia del Bolscioi, ha vinto una borsa di studio alla Jacqueline Kennedy School of American Ballet.

Crispino ha vinto come “nuova speranza” il Premio Positano-Massine: nel gala di sabato scorso sulla Spiaggia Grande di Positano ha interpretato l’Adagio del Principe dal Lago dei Cigni, versione Nureyev.

Lo abbiamo intervistato nell’articolo “Luigi Crispino spicca il volo in un sogno americano” pubblicato sul Corriere della Sera/Eventi  l’8 settembre 2017.

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Tango, algoritmo della coppia

Nato intorno al 1890 durante l’immigrazione alla foce del Rio de la Plata in Argentina, il tango vede tradizionalmente la coppia con  l’uomo che conduce e la donna seguidora. Da ciò le accuse di machismo che accompagnano la fama di questa danza considerata dall’Unesco, dal 2009, “patrimonio immateriale dell’umanità”. 

 Nella foto Miguel Angel Zotto e la moglie Daiana Guspero.

Oggi però il tango si presta a sperimentare nuovi ruoli nelle relazioni, valorizzando la natura trasgressiva che punteggia la sua lunga storia.

Ne abbiamo scritto diffusamente nell’articolo L’eros della libertà pubblicato nello speciale Uomini, i segni del cambiamento allegato al Corriere della Sera dell’8 settembre 2017.

 Compagnia Roberto Herrera

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Positano premia la carriera di Jiří Kylián: quando il balletto governa il tempo

Il Premio Positano-Massine assegna il riconoscimento alla carriera al coreografo Jiří Kylián: a ritirarlo, domani sera nel gala sulla Spiaggia Grande di Positano, sarà la moglie e musa Sabine Kupferberg, straordinaria interprete di tanti balletti del maestro ceco.

 Un ritratto di Jiří Kylián

Nato a Praga nel 1947, Jiří Kylián ha iniziato a creare coreografie al Balletto di Stoccarda, di cui era danzatore, sotto la guida di John Cranko. Dal 1975 al ’99 è stato direttore artistico del Nederlands Dans Theater di cui è stato coreografo residente fino al 2009.

 Un momento di Tar and Feathers di Kylián

Kylián ha creato circa un centinaio di titoli entrati nel repertorio delle maggiori compagnie al mondo. Vedi un frammento di Petite Mort  https://www.youtube.com/watch?v=6S8xJ-7MT1U

Dal 2006 firma cortometraggi in cui coniuga cinema e danza. Vedi Birth-Day interpretato da Sabine Kupferberg (cui è dedicato) in coppia con Gérard Lemaitre  https://www.youtube.com/watch?v=Qg8q1VjjeWo

Nederlands Dans Theater 1
~Bella Figura :: Jiri Kylian

Abbiamo intervistato Jiří Kylián nell’articolo “I miei ballerini per l’eternità” pubblicato sul Corriere della Sera/Eventi oggi 8 settembre 2017.

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Candoco, il corpo abile

La compagnia britannica Candoco, fondata nel ’91 da Celeste Dandeker e Adam Benjamin, è stata pioniera della danceability, affiancando danzatori disabili e no in coreografie che spaziano da creazioni ad hoc a celebri titoli del repertorio contemporaneo.

 Il celebre Set and reset di Trisha Brown danzato dalla Candoco, foto di Hugo Glendinning

Al festival Oriente Occidente di Rovereto  (30 agosto-10 settembre), la Candoco presenterà in prima assoluta Face in dell’israeliana Yasmeen Godder abbinato a un titolo iconico di Trisha Brown dell’83, Set and Reset, in scena il 9 settembre all’Auditorium Melotti.

 Un’altra immagine di Set and Reset danzato dalla Candoco, foto di Pedro Machado

Ne abbiamo scritto nell’articolo Il corpo sfidante pubblicato sul Corriere della Sera/Eventi oggi, sabato 26 agosto.

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Cristiana Morganti: la mia danza dopo Pina

Danzatrice storica del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, Cristiana Morganti è oggi coreografa di spettacoli dal tratto ironico in cui si specchia, in parte, la sua vita tra Germania e Italia, danza e teatro.

 Cristiana Morganti in scena nel suo Jessica and Me, ritratta da Claudia Kempf

Nata a Roma nel 1966, ha firmato nel 2010 il suo primo spettacolo da autrice, Moving with Pina, un omaggio alla Bausch, scomparsa nel 2009.

 Due momenti di A Fury Tale della Morganti, foto di Claudia Kempf

Nei prossimi mesi presenterà in un fitta tournée che toccherà Germania, Francia, Cile, Spagna, oltre all’Italia, anche gli altri due titoli da lei creati, Jessica and Me e A Fury Tale, mentre a Torinodanza, il 19 ottobre, debutterà la sua creazione per l’Aterballetto.

Cristiana Morganti ci ha raccontato il suo approccio alla coreografia e la sua esperienza a Wuppertal con la Bausch nell’intervista “Se fumo bene sul palcoscenico è merito di Pina Bausch, la mia tata” pubblicata sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino al 26 agosto 2017.

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Il corpo onnipotente secondo Deborah Colker

La scrittrice e coreografa brasiliana Deborah Colker presenterà al Festival Oriente Occidente di Rovereto il 6 settembre lo spettacolo VeRo in cui confluiscono due suoi lavori degli esordi, Velo e Rota.

Due quadri dello spettacolo VeRo, foto di Lenise Pinheiro

Ginnastica, danza, circo si fondono in un’estetica che vede il corpo come strumento onnipotente. Con un’arma in più, il samba.

La Colker, che vanta una precedente carriera sportiva da pallavolista, è stata direttrice dei movimenti della cerimonia d’apertura dell’Olimpiade di Rio de Janeiro.

Ne scriviamo nel corsivo Acrobati del circo ballano il samba pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino a sabato 12 agosto 2017.

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Il Balletto della Scala conquista la California con Bolle e Misty

Si è concluso con grande successo il tour del Balletto della Scala in California, nella città di Costa Mesa. Quattro rappresentazioni di Giselle al Sagerstrom Center for the Arts (il teatro che ospita abitualmente le anteprime dell’American Ballet Theatre), aperte dalla coppia di star Misty Copeland-Roberto Bolle.

 Un’immagine della serata che ha visto protagonisti Bolle e la Copeland

Leggi Il Balletto della Scala incanta la California Standing ovation e 10 minuti di applausi  http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_31/balletto-scala-incanta-california-standing-ovation-10-minuti-applausi-faf5429c-75b3-11e7-bcc9-f72f41c1edd8.shtml  pubblicato sul Corriere della Sera/Cronaca di Milano il 31 luglio 2017.

Nelle repliche si sono succeduti nei ruoli di Giselle e Albrecht i primi ballerini Nicoletta Manni e Claudio Coviello al loro debutto americano, di nuovo Bolle ma affiancato da Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet. Il Balletto della Scala mancava dagli Stati Uniti dal 2001 quando presentò Giselle nella versione di Sylvie Guillem, alternata al dittico Amarcord/Carmen.

I tour precedenti risalgono all’81 (al Met con Nureyev-Fracci-Fonteyn in Romeo e Giulietta di Nureyev e Giselle) e nell’86 ad Atlanta, Saint Louis e San Francisco con Il Lago e vari dittici).

Il cinema di Ken Loach ispira la danza

Attinge al film di Ken Loach Bread and Roses l’omonima coreografia che sarà presentata in prima assoluta a Ravello Festival sabato 29 luglio nella Nuit de la Danse proposta da Les Italiens de l’Opéra de Paris, il neogruppo di danzatori italiani in forze a Parigi capitanato dal primo ballerino Alessio Carbone. Il lavoro è firmato da Simone Valastro e sarà inserito in un programma composito che contempla anche la creazione di Matteo Levaggi Black Dust con costumi di Christian Lacroix.

 Nella foto, Simone Valastro

Ne scriviamo nel corsivo pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino a sabato 29 luglio.

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Ailey-Balanchine, due visioni a confronto

Il russo George Balanchine (San Pietroburgo 1904-New York 1983) fondò nel 1934, con il mecenate Lincoln Kirstein, la SAB, acronimo di  School of American Ballet.

 Il ritratto di George Balanchine scelto dalla SAB

Oggi, l’accademia del New York City Ballet è guidata da Peter Martins (direttore del NYCB) e dalla Co-chairman of Faculty  Kay Mazzo, ex principal di Balanchine.

Un momento della “partnering class” della SAB foto Rosalie O’Connor

Tra gli allievi della School of American Ballet c’è un unico italiano, il 17enne messinese Davide Riccardo, al penultimo anno di corso.

Davide Riccardo in prova con una compagna di corso foto Rosalie O’Connor

Altra celebre accademia newyorkese è l’Ailey School, fondata dal coreografo afroamericano Alvin Ailey (Rogers, Texas, 1931-New York 1989).

 Un ritratto giovanile di Alvin Ailey

Ailey fondò la scuola nel 1970, un anno dopo la costituzione della sua compagnia.

L’Ailey School è oggi guidata dai condirettori Tracy Inman e Melanie Person e accoglie allievi provenienti da 65 Paesi di ogni continente.

 Allievi della Professional Division in una foto di Eduardo Patino

L’Ailey School terrà in Italia un workshop e un’audizione internazionale, l’8 luglio, all’Accademia dello Spettacolo Unika di Bari.

 Il condirettore Tracy Inman durante una lezione della Professional Division, foto Eduardo Patino

Abbiamo raccontato le due scuole di Balanchine e Ailey nel reportage da New York “A scuola di…danza a New York dove una coreografa debutta a 18 anni” pubblicato sulla Lettura del Corriere della Sera in edicola fino a sabato 8 luglio 2017. 

GUARDA IL VIDEO CHE ABBIAMO GIRATO A NEW YORK “COSI’ BALLA (E STUDIA) IL SOGNO AMERICANO” PUBBLICATO SUL SITO DELLA LETTURA DEL CORRIERE DELLA SERA

http://video.corriere.it/cosi-balla-studia-sogno-americano/59cdabba-6169-11e7-bdfb-e027df3feb8d   NEL VIDEO LE INTERVISTE A KAY MAZZO (CO-CHAIRMAN OF THE SCHOOL OF AMERICAN BALLET), A DAVIDE RICCARDO (L’UNICO ALLIEVO ITALIANO DELLA SAB) E A TRACY INMAN (CO-DIRECTOR OF THE AILEY SCHOOL).

 

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